sabato 21 luglio 2012

20.7.2012. De Machaut e Hilliard a Milano

Ieri sera, nella basilica di San Simpliciano, l'Hilliard Ensemble ha tenuto un concerto con in programma la Messe de Notre Dame di Guillaume de Machaut, frate francese nato nel 1300. La Messe de Notre Dame è nota per esser stata la prima messa integralmente attribuibile ad un singolo e certo compositore, oltre ad essere stata la prima integralmente a tre voci (per le quattro voci si sarebbe dovuto attendere Guillaume Dufay, qualche tempo addietro).

Pensavo ci trovassimo in una ventina di persone; in realtà San Simpliciano, chiesa piuttosto ampia, era piena. Avanzavano forse una decina di sedie verso il fondo. Il pubblico è stato in silenzio ed attento per la durata del concerto (circa un'ora e tre quarti), malgrado il repertorio, affascinante certamente, non fosse dei più facili.

La messa è stata inframmezzata da responsori di autori anonimi, probabilmente tratti dai canti processionali di Santiago de Compostela.

Quel è certo è che l'Hilliard Ensemble ha dimostrato di essere sia vocalmente, che nel gioco d'insieme, ai massimi vertici odierni. Non un attacco errato, intonazione perfetta, voci sufficientemente potenti da poter essere ascoltate senza sforzo alcuno in ogni angolo della chiesa, anche il più remoto e soprattutto una dizione chiara (con qualche concessione a quello che io chiamo il latino tedesco, ovvero il benedicimus che diventa benedizimus). Forse stilisticamente avrei gradito qualche mordente in più sulle note acute, in omaggio all'arte araba che ai tempi aveva una sua forte influenza sulla cultura musicale continentale. Ma francamente, come si suol dire, "grasso che cola".

Alla fine del concerto, quale bis e forta della sua collaborazione ormai lunga con il compositore lettone Arvo Part, l'Hilliard ci ha regalato un'anteprima di una composizione del buon Part, dimostrando, semmai ce ne fosse bisogno, che loro "sanno" come si affronta il repertorio moderno: perfetti nell'intonazione delle dissonanze tipiche del Part vocale, perfetti nei pianissimo, perfetti nei forte. La standing ovation finale ha dimostrato che il pubblico ha gradito.

Un grande concerto, con un repertorio poco frequentato, con un gruppo di rinomanza mondiale e il tutto per 10,00 €. La stagione di concerti Milano ArteMusica regala momenti di grande bellezza, il tutto a prezzi assolutamente sopportabili. 

Qui una foto dell'Hilliard fatta ieri sera, a fine concerto, con un "infltrato" (a dire il vero sono due, che ci sono anch'io, ma ero vestito di nero, come si conviene ad un ex cantante e sono un po' mascherato nel gruppo).

A presto
Domenico



venerdì 20 luglio 2012

Judith Nelson, soprano. 1939 - 2012

Il 28 maggio scorso, nel silenzio più totale, è scomparsa la soprano americana Judith Nelson. L'ho appreso ieri, dopo aver acquistato la rivista francese Diapason che ne ha dato la notizia.

Judith Nelson è stata una delle più importanti interpreti del repertorio barocco insieme con altre colleghe note come Barbara Schlick, Jill Feldman, Nancy Argenta, Emma Kirkby.

La Nelson, discograficamente parlando, è stata prolifica, almeno al pari delle altre, ma in qualche modo ha pagato il confronto proprio con la Kirkby che divenne immediatamente più popolare di lei. Basti ricordare il Messiah diretto da Hogwood, ove tutti ricordano la Kirkby ma meno la Nelson. Ed è un peccato perché la Nelson, pur senza essere una fine interprete del testo cantato, come lo è la Kirkby o come lo fu la Schlick, era una cantante dotata di un ottimo mezzo, agile, intonato e anche discretamente potente: la ascoltai dal vivo e lei, che non cantava con lo stile gentile della Kirkby che non spinge mai oltre certi limiti, era in grado di lanciare potenti acuti che facevano risuonare le volte della chiesa.

Ha lasciato, oltre al citato Messiah, la sua partecipazione in alcune altre registrazioni di Haendel sempre sotto la direzione di Hogwood (le musiche di scena per l'Alceste, l'Ode per la nascita della regina Anna, l'Anthem For The Foundling Hospital), oltre a Haydn (Messe), nonché registrazioni di pregio per Harmonia Mundi come alcune cantate d Haendel interpretate sola o in duo René Jacobs e le Léçons des Ténèbres di Couperin e quelle di Charpentier, sempre con Jacobs e con Junghenel.

Un grande dispiacere nell'apprendere della sua scomparsa: è morta dopo aver vissuto per anni con l'Alzheimer. Aveva solo 72 anni. Che riposi in pace.

Qui il link al video del Messiah di Haendel nell'esecuzione di Hogwood. La Nelson canta a min 0.37,10 nel recitativo There Were Shephards e nel successivo recitativo arioso And Low The Angels Of The Lord, por poi, dopo il Glory To God del coro, affrontare l'aria Rejoice Greatly.
http://www.youtube.com/watch?v=1-aaEkdKssE

Un saluto
Domenico

Siamo tutti audiofili?









Cominciamo col dire che l'aggettivo "audiofilo", nel vocabolario italiano, non esiste. Potete trovare la voce su Wikipedia ma, si sa, senza nessuna pretesa di autorevolezza, in quanto chiunque può scrivere qualsiasi cosa, fino a prova contraria. Questa la spiegazione, testuale:
"Con il termine Audiofilia si intende la materia che studia il miglioramento della musica riprodotta da apparecchiature elettroniche in ambiente domestico, da parte di un appassionato audiofilo."
Vi risparmio il resto della descrizione, che è abbastanza ridicolo.
Personalmente uso il termine con connotazione vagamente dispregiativa e non per snobismo, come qualcuno ha detto ma semplicemente perchè metto la musica davanti al resto.

La parola deriva probabilmente dalla nazionalizzazione del pari termine anglosassone. Se si tratti di un neologismo diventato ufficiale, in questo caso, non saprei davvero.
Bando alle ciance, vi voglio raccontare l'ultima visita di un "audiofilo" presso la mia sala d'ascolto. Giunto che fu con zainetto d'ordinanza, pieno di CD, si è subito accomodato sul mio divano, con le orecchie tese al particolare.
Dopo il primo sguardo ai componenti afferma: "Sicuro che quei finali vadano bene coi tuoi diffusori"? Ho già capito, questo è arrivato convinto che il mio impianto suoni in un certo modo e non cambierà idea neanche se gli attacco un equalizzatore e stravolgo tutto.

Vi confesso che sono sempre curiosissimo di vedere cosa usano le persone per effettuare i loro ascolti, che già dall'inventario della loro "materia prima" comincio a stilarne un ritratto di massima.


martedì 17 luglio 2012

Colpa dell'Hi-End?

Ecco ciò che scrive Paolo su un forum:


"LA COLPA E' DELL' HI END !!!!!!!è un po' che ci penso: quando c'erano gli ampli NAD 3020, Pioneer SA 8500 II, Sansui ecc.. ecc... c'erano anche i controlli di tono. Se uno voleva un suono più gonfio metteva il loudness o aumentava un pelino i bassi.

Se invece voleva il suono chiaro e frizzante aumentava gli alti.

Se infine gli piaceva il suono sparato metteva il loudness e alzava ancora gli alti

Oggi invece per colpa dei prodotti ESOTERICI del piffero,
SENZA CONTROLLI DI TONO, per cambiare timbrica si deve:
- cambiare testina
- cambiare braccio
- cambiare base giradischi
- cambiare CDP
- cambiare DAC
- cambiare meccanica CD
- cambiare cavo di segnale
- cambiare cavo di potenza
CAMBIARE TUTTO!!!"



Proverei a spiegare che l'alta fedeltà deve tendere alla fedele riproduzione dei suoni. Se uno vuole un suono più gonfio o più frizzante, cambia arbitrariamente il risultato. Nulla di male, per carità, se usiamo lo stereo per far ballare gli amici è d'obbligo aumentare il livello degli estremi banda.

L'elenco delle cose riportate da Paolo non dovrebbe avere lo scopo di cambiare timbrica ma quello di avvicinare il suono alla maggior fedeltà. Non si cambia testina come si cambia un vestito. La si cambia perchè si può preferire un modello al posto di un altro in determinati frangenti o con determinati generi musicali ma non perchè suona diverso; la si cambia perchè suona MEGLIO quel genere.
Il cambio di un apparecchi non dovrebbe servire per avere più bassi o più acuti ma per ottenere un suono che è composto da mille diverse sfumature; piccoli dettagli, ricostruzione della scena, senso di realismo. Tutte cose che non si ottengono ruotando un potenziometro, nè equalizzando col più moderno DSP.

E comunque il discorso di Paolo è coerente: se uno "mette il loudness ed aumenta ancora gli alti" non ha certo bisogno di un impianto hi-end.



lunedì 16 luglio 2012

20.7.2012 - Guillaume de Machaut a Milano

Nell'ambito della stagione concertistica Milano Artemusica, il 20 luglio 2012, ad ore 20,30, nella Basilica di San Simpliciano (C.so Garibaldi), l'Hilliard Ensemble eseguirà la Messe de Notre Dame di Guillaume de Machaut, compositore francese del XIV secolo.
Il programma non è di quelli più popolari ed eseguiti; val la pena di pensarci.
I biglietti, del costo di 10,00 €, si acquistano o presso la Segreteria della Parrocchia di Santa Maria della Passione, in via Conservatorio (da lunedì a venerdì, dalle 9,30 alle 11,30), oppure da 40 minuti prima dell'inizio del concerto.
Questo il sito della stagione: http://www.lacappellamusicale.com/mam2012.htm
Buona giornata
Domenico